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QUESTIONE CLIMATICA? TIÉ!

Sembra che il nostro Presidente abbia detto:

“E chisseneimporta se l'Unione Europea ha deciso di fare il don Chisciotte e battersi contro i mulini a vento. C'è una singolare piovosità ed il Tevere trabocca? Ma lasciamolo tracimare, vuol dire che le campagne, sempre siccitose, per una volta potranno bere quanto vorranno; ed una temperatura primaverile anche a Natale non è detto sia un danno, potrebbe servire a rilanciare i consumi. Ma vogliamo metterci in testa che siamo in piena crisi e che dobbiamo competere con industrie, come quelle cinesi, che invadono con i loro prodotti i nostri mercati? Pensare al clima oggi è come di un malato di polmonite preoccuparsi per la messa in piega.

Tenetevelo per voi questo 20/20/20. Volete dare i numeri proprio a noi? E' facile dire 20 per cento in meno di gas serra, venti per cento in meno sul consumo fossile e 20 per cento in più di energie rinnovabili. Noi pensiamo a ben altro che a dare numeri.

E questi delegati dell'ONU, che adesso s'inventano la maratona a difesa del clima, coinvolgendo tutte le nazioni del mondo. Perfino si pongono l'obiettivo di spostare più avanti il venti per farlo diventare trenta. Ed eccoti subito qualcuno che si mette a fare il primo della classe. Il Messico ha annunciato che s'impegna a ridurre la propria emissione di gas del 50 per cento, entro il 2050; il Brasile a ridurre del 70 per cento la deforestazione dell'Amazzonia. Ma qui diamo veramente i numeri, facciamo a chi la spara più grossa. Perfino la Cina – pensate, la Cina – perfino lei ha mostrato l'intenzione di partecipare a questo gioco per aerare il pianeta. E all'industria? Chi pensa all'industria? Pensate a quanti soldi ci vogliono per dotare le industrie di tutti i sistemi di filtraggio, contro le emissioni di CO2, e le opere occorrenti per produrre nuova energia, che faccia a meno del petrolio.

Loro dicono, questi Soloni dell'ONU, che la rivoluzione energetica può aiutarci a uscire dalla crisi e moltiplicare i posti di lavoro, con lo spostamento di risorse sui treni ad alta velocità e sulle case a consumo basso o nullo, sganciando così la nostra economia dalla trappola dei combustibili fossili. E su queste baggianate si è detto d'accordo perfino il nuovo presidente, quello abbronzato, degli Stati Uniti d'America.

Bush, dove sei amico mio? Liberami tu da questo incubo!”

 

 

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